Filastrocche di benvenuto

30 Aprile 2012 4 commenti

Appunto, scusate se mi ri-pavoneggio, ma dopo “Rimosauri” oggi è uscito in libreria questo libretto.
“Filastrocche di Benvenuto”
Riunisce le filastrocche che ho scritto, in una ventina di anni, ogni volta che mi è arrivato un nipotino o che è nato un bambino ad amici, conoscenti, colleghi, vicini di casa.
Quindi mi sa che qualcuno nel libro troverà qualche filastrocca che ha già appesa in casa.
Magari la troverà con un nome diverso e qualche cambiamento, perché per alcuni nomi ne avevo scritta più di una e per altri non ne avevo scritta nessuna. Così ho fatto un po’ di aggiustamenti e giochi di prestigio con rime sillabe e nomi.

Tutte le rime che ci sono sono diventate molto migliori grazie ai disegni bellissimi di Pia Valentinis e Francesco Chiacchio e al lavoro enorme di Teresa Porcella che ha preso una massa indistinta e l’ha trasformata in un libro.

E soprattutto nessuna di queste rime sarebbe mai stata scritta senza tutti i nipoti, quasi nipoti, praticamente nipoti insomma tutti quelli, che adesso hanno dai ventiepassa ai menodiunanno, che mi hanno (sa il cielo come) reso capace di scriverle.
Ecco.

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Decisioni importanti

28 Febbraio 2012 1 commento

 

In quanto ducatista fissato di lungo corso ho dato disposizioni a mia moglie, come esecutrice testamentaria in questo senso:
il giorno, spero lontanissimo, del mio trapasso, intendo essere cremato e dispongo che le mie ceneri vengano sparse, in egual misura, davanti alle concessionarie Ktm, Honda, Yamaha, Kawasaki e Suzuki.
Perché?

Ma è ovvio: perché devono mangiare la polvere.

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Un libretto di filastrocche

20 Novembre 2011 Nessun commento

Eccolo qui, è proprio un libro vero, con le fantastiche illustrazioni di Francesco Chiacchio e le mie scemissime filastrocche sui dinosauri.

Adesso posso solo sperare che piaccia ai destinatari, cioè gli appassionati di rettili giganti  e di rime specie in giovane età.

Lapis

 

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L’ultimo arrivato

1 Dicembre 2010 3 commenti

-Busacca, Busacca, l’hai visto quel tipo che è arrivato? Quello con la barba? Io l’ho già visto da qualche parte.-
-Oreste, te sei il solito fesso. Certo che lo hai già visto.
Vieni, và, che andiamo a salutarlo.

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Noci e cornacchie

2 Novembre 2010 5 commenti

Non so se viè mai capitato di trovare su un terrazzo dei gusci di noce, o dei noccioli di pesca.
E’ una cosa che a casa mia succede abbastanza spesso (o comunque, visto che i gusci non si decompongono, si possono trovare lì a distanza di mesi da quando ci arrivano)

Il mio dubbio era, appunto, come diavolo ci arrivassero.
Questo pomeriggio mentre ero lì a pisolare al sole ho sentito un toc! parecchio forte, e poi un frullio, il tutto sufficiente a trarmi fuori dalla pennichella.
Lì di fronte a me c’era una noce e dietro quella una cornacchia di quelle grosse, che appena mi ha visto sveglio è volata via.

Adesso sappiamo cosa sono certi rumori misteriosissimi che sentiamo dal tetto: le cornacchie lasciano cadere sul tetto le cose che pensano siano commestibili e vogliono aprire.
Resta il dubbio che le lancino appositamente sui tetti (è possibile, sono molto più tranquilli della strada), e che lo facciano di preferenza sul nostro (ma questo non potremo mai saperlo).
Peccato che mi sia tirato su di scatto. Se avessi solo aperto gli occhi forse avrei potuto assistere a come la cornacchia avrebbe finito di aprire la noce. Io comunque, prima di andar via ho finito di aprirla e l’ho lasciata lì.
A meno che, naturalmente, il lancio di oggetti non fosse invece un modo per controllare se io fossi vivo o morto, e nel secondo caso assicurarsi un pasto parecchio più abbondante che un misero gheriglio.
Per quanto mi siano simpatiche le cornacchie, non è quello il modo in cui intendo dar loro qualcosa da mangiare.

Trattamenti diversi ai manifestanti

30 Ottobre 2010 1 commento

I manifestanti che protestavano contro i tagli alla cultura, all’inaugurazione del Festival del Cinema di Roma hanno ricevuto la solidarietà di Keira Knightley ed Eva Mendes, che sono andate ad incontrarli.
I pastori che a Cagliari manifestavano contro il basso prezzo del latte invece hanno ricevuto manganellate dai poliziotti.

Domanda: prima di una manifestazione, si può scegliere in quale modo vedere le stelle?

Nuestra Señora de la Alegria

21 Settembre 2010 1 commento

Nella Cattedrale di Barcellona, Santa Eulalia, c’è una cappella  molto diversa dalle altre. Siamo abituati a declinazioni del culto piuttosto votate alla santificazione del dolore e dello strazio, se ci fate caso.
Non troviamo affatto strano trovare statue e retabli con rappresentazioni realistiche di ogni possibile tormento, tortura e metodo di esecuzione subìto da qualche martire. Siamo abituati a sentir citare la venerazione di Sante Piaghe, Agonia, Santissimo Sangue, Sette Dolori, e cose simili (spero di non essere irrispettoso nel citare questi oggetti di devozione). Invece quella cappella è dedicata a una rappresentazione della Madonna che non avevo mai sentito.
È la cappella di Nuestra Señora de la Alegria.
Non della felicità, che è un concetto diverso, più complesso e meno immediato. Proprio dell’allegria. Che è quella cosa che fa sorridere e ridere, magari senza un motivo preciso.
E infatti in quella cappella Maria e il Bambinello sorridono davvero.
Lei proprio come una mamma che guarda il suo pupo cicciotto e pieno di fossette. Lui proprio come un pupo che guarda la mamma. Due sorrisi diversissimi da quelli, al massimo ieratici, serafici e molto contenuti, a cui siamo abituati nelle rappresentazioni sacre.

Ho fatto una ricerchina: ci son chiese intere, soprattutto in America Latina, dedicate a Nuestra Señora de la Alegria.
Mi sembra una bellissima scoperta.
Se mai mi capitasse di ripassare da lì, credo che le dovrei portare un segno di apprezzamento, anche come riconoscenza professionale.
Una candela no, magari un fiore.

Certo la cosa migliore sarebbe una girandola di carta colorata.

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Non crescerò mai

19 Settembre 2010 4 commenti

L’ho capito quando mi sono reso conto che uso gli occhiali da presbite per leggere Topolino.

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La scuola, dalle fondamenta

14 Settembre 2010 2 commenti

La signora Gelmini, ministro dell’istruzione, ha detto che leggere la Bibbia a scuola è fondamentale. Visto di solito ci dice cosa e chi è superfluo nella scuola, forse potrebbe farci una lista di quello che invece è fondamentale.
Qualcosa di semplice, ma certo avrebbe bisogno di un nome.
Fondamentelenco suona male.
Potremmo chiamarla una fondamentalista.

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come capire che potresti abitare in quartiere migliore

12 Settembre 2010 3 commenti

Ad esempio quando passano due ragazzini in bici e uno dei due dice all’altro, con assoluta eleganza:
“Dai, prova a spiegarmi dove cazzo siamo”

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