Archivio

Archivio Novembre 2007

Piccolo contributo a un libro

30 Novembre 2007 8 commenti
Categorie:Argomenti vari Tag:

Con calma

29 Novembre 2007 5 commenti
Categorie:Argomenti vari Tag:

Le case inquiete

28 Novembre 2007 4 commenti
Categorie:Argomenti vari Tag:

La vera origine dei sette nani

27 Novembre 2007 12 commenti
Categorie:Argomenti vari Tag:

Senza scatto alla risposta?

24 Novembre 2007 9 commenti
Categorie:Senza categoria Tag:

Ri-divento Ridi-vento

23 Novembre 2007 2 commenti
Categorie:Argomenti vari Tag:

chi va col vento s’inventa

22 Novembre 2007 10 commenti

Il titolo non è mio, è un aforisma immortale ideato da un mio amico.
Spero sarà comprensivo.
Il fatto è che l’argomento vento mi è sembrato adattissimo dopo alcune giornate in cui dalle mie parti c’è stata un pochino di brezza, una cosuccia, abbiamo dovuto rinforzare gli ormeggi ai palazzi. Il vento è così: certe volte esagera, sembra che voglia stupirci. In fondo non è strano: si dà delle arie.
Dovrebbe pensarci, che può esagerare, ma lui non se ne cura. Penso sia un pochino sventato.
Si può anche notare che a volte comincia pian piano, poi aumenta fino a esagerare. Cambia, quindi. Potremmo dire, diventa.
Quando è bello in forma si insinua ovunque, non c’è guarnizione che tenga. Per cui da ogni interstizio lo senti che soffia, sibila, sbuffa, fa ogni sorta di voci. Le lenzuola stese, prima di staccarle e portarsele via, le fa schioccare. I fili per stendere e le sartie delle barche al porto li fa sibilare e tintinnare. Praricamente fa rumore ovunque, e ha ogni sorta di voci che vengono da tutte le parti. io penso sia ventiloquo.
Il vento si misura in chilometri all’ora, il che genera equivoci, come certi giorni che anche i camion si muovono solo di bolina e al gran lasco, ed entrando al bar commenti "oggi almeno centoventi!" e ti rispondono "No, solo uno, ma bello forte".
Il vento di qui è appunto bello forte: si capisce perché i windsurf certe volte escono con una carta di caramella al posto della vela, e planano lo stesso. Perché al contrario di altre zone chi è appassionato di aquiloni qui li fa volare solo quando il vento non c’è: quelli che ci hanno provato quando cen’era vento li stanno cercano a "Chi l’ha visto". Perché i bassethound per uscire a fare la pipì devono darsi due mani di terzaroli alle orecchie. Perché per strada certe volte si trovano i volantini di supermercati, ma sono di una città che sta cento chilometri a nordovest.
Perchè un mio amico che una volta si è addormentato al mare su un materassino poi è stato fermato da una motovedetta tunisina per violazione delle acque territoriali.
Ora non vorrei pensaste che sto esagerando con questa storia del vento.
Va bene, avete vinto: è che in fondo del vento mi vanto.

(purtroppo non esistono le parole vonto e vunto. Ho mandato una petizione allo Zingarelli per farne neologismi)

Categorie:Argomenti vari Tag:

come ti smonto una coincidenza epocale

19 Novembre 2007 12 commenti

Un giorno al lavoro un collega ha sulla scrivania una foto.
Evidentemente degli anni settanta. Sapete quei colori kodak instamatic che virano al giallo? Quelli che danno una vaga tonalità verdina al cielo e al mare? (Il mare va bene lo stesso, ma il cielo dà un po’ l’impressione che debbano venir giù i marziani da un momento all’altro).

Una foto di quelle, con in primo piano un cagnolone facciatonta, un cocker color miele.
Io passo, guardo, e ho una strana sensazione.
Scusa, è tua la foto?
Sì, fa, è il mio cane di quando ero piccolo.
Un cockerone, l’avevamo preso, quando sarà stato, il 74?

Ma guarda, che strano, faccio io.
Anche io avevo un cocker così. Proprio in quegli anni.
Uno di famiglia.

Guardo la foto e non resisto: non è possibile, gli dico, è il mio, è troppo uguale

È incredibile, insisto, è uguale al mio. Si chiamava Pocker.
Lui strabuzza gli occhi, vacilla, e chiede conferma.
Anche il suo, identico, negli stessi anni, si chiamava Pocker.

Una coincidenza epocale così va resa nota al mondo, e va celebrata: andiamo a sbandierarla di stanza in stanza. Ci chiediamo quale misterioso messaggio il fato voglia mandarci con questa doppia presenza canina, rivelata a trent’anni di distanza.
Un caso di bilocazione?
Una distorsione temporale?
Una clonazione di cane e di nome in anticipo sui tempi?
Per noi è mistero fitto.

Fino a che un pragmatico inguaribile ci fa notare che:
1) Negli anni settanta i cocker erano praticamente i cani di famiglia standard.
2) I cani della stessa razza, per definizione, tendono a somigliarsi tutti.
3) Infine, chiamare Pocker un cocker è la cosa meno originale che riesce ad immaginare.

Scoprire una coincidenza cosmica può essere duro da accettare.

Prosegui la lettura…

Categorie:Argomenti vari Tag:

L’Aquila in prigione

16 Novembre 2007 19 commenti
Categorie:Argomenti vari Tag:

Per Riga, una storia di aquile

15 Novembre 2007 5 commenti


Riga, che è così gentile da commentar spesso, ieri ha scritto che dove abita lei ci sono le aquile.

Prosegui la lettura…

Categorie:Argomenti vari Tag: