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Archivio Dicembre 2007

Un blog di lettori enogastronomici

30 Dicembre 2007 5 commenti


Ho potuto appurare che condivido con buona parte di chi legge questo blog la passione per le cose buone da mangiare.
Anzi, ci sono stati scambi proficui di suggerimenti su dolci, piatti forti e stuzzichini.
Però ho anche potuto appurare che buona parte dei lettori è appassionata anche delle gioie di Bacco, oltre che di quelle della forchetta. Sembra diffusa l’idea che la felicità comprenda un bicchiere di quello buono, con netta preferenza verso vini locali, e nessuna attenzione verso i grandi cru francesi. Ho addirittura il sospetto che se qualcuno sostenesse di tollerare solo vini d’importazione potrebbe risvegliare un sentimenti da risorgimento della vigna, di quelli da difesa dell’onor patrio alla baionetta oltre che al cavatappi.
Ora, mi chiedo, visto che sono probabilmente l’unico astemio della Sardegna, e quasi di certo l’unico ex rugbista analcolico del mondo, sarà mica un problema?
Ormai mi sono quasi abituato, se chiedo se si può avere dell’acqua a tavola a sentirmi rispondere “Ti pare questo il momento di lavarsi?”
Ma qui, nel web, sarò al sicuro?
Cioè, starò mica rischiando di finire emarginato nel mio stesso blog?

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dimmi da dove vieni

28 Dicembre 2007 5 commenti

Il cibo è come i santi, o come i grandi pittori. Per dire il nome completo devi dire da dove viene. E tanto più è precisa la provenienza tanto più ti pare di conoscerlo e di apprezzarlo. Per il vino è una cosa che si applica da tempo. Per l’olio non si fa, se non per quello che si va cercare direttamente. L’olio italiano, non dice nulla. L’olio pugliese, o toscano, o della Liguria. E già sei più attento, ti immagini il paesaggio, gli alberi, le facce intorno. Per andare più a fondo bisogna parlare di posti che si conoscono, e quindi i nomi che mi vengono in mente sono quelli che conosco. E allora spuntano i nomi delle curatorie giudicali: del Parteolla, della Marmilla, l’Ogliastra. E poi si stringe ancora: con i comuni, Dolianova, Gergei. Magari in qualche caso, in altri luoghi conosci anche un oliveto celebre: S’Ortu Mannu, con gli olivi millenari, che hanno ciascuno il suo nome, chissà chi e quando glielo ha dato. Ma vale anche per i formaggi, per le verdure, la frutta. Le arance di Muravera. Le pesche di San Sperate. Il pane di Sanluri. Le gallette di Carloforte. E poi si scende nel dettaglio, e i pomodori sono quelli (dico per dire) del signor Ortu, e le uova sono quelle della signora Puddu, e il pesce da zuppa è quello del signor Maccioni. Il cibo è così: un marchio non basta. Deve essere localizzato, raccontato. Gamberoni di Villasimius. Pesce spada di Sant’Antioco. Dentice di Capo Boi. Pecorino di Guspini. Peretta di Osidda. Pardule di Quartu. Miele di Castiadas. Come per le persone che inviti a pranzo a volte non vuoi sapere solo il cognome. Ma la loro storia.

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L’ERA DEGLI SMS D’AUGURI

26 Dicembre 2007 12 commenti
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L’eterna lotta fra panettone e pandoro

24 Dicembre 2007 14 commenti
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Appena dopo la mezzanotte

21 Dicembre 2007 27 commenti
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I maleducati in fila, seconda puntata

19 Dicembre 2007 13 commenti
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Osservazioni scientifiche su categorie di maleducati

18 Dicembre 2007 13 commenti
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maleducazioni memorabili

16 Dicembre 2007 17 commenti

La maleducazione esiste, a volte la si incontra soltanto, a volte ci investe proprio. Però le manifestazioni offensive più interessanti sono quelle che non sconfinano nel codice penale. È l’intenzione di maleducazione pura quella che fa stupire, che si fissa nella memoria e diventa ben raccontabile. Io trovo meraviglioso, ad esempio quando qualcuno si mostra offesissimo perché gli chiediamo tranquillamente qualcosa che fa parte del suo lavoro. Una volta sono quasi scoppiato a ridere in faccia ad una persona addetta alle informazioni in un aeroporto, alla quale avevo chiesto (visto che sui tabelloni non ce n’era traccia) se si sapesse a che ora ci sarebbe stato il nostro volo. Mi aveva risposto “È la millesima volta che lo ripeto!” A quel punto che si fa, le si spiega che i passeggeri, almeno quelli senza antenne, non sono fra loro in collegamento telepatico? Ma ci sono altre perle. Ricordo come una vera recordwoman della cafonaggine una signora che in una fila alle poste mi aveva fatto una scenata perchè avevo gli anfibi, e lei rischiava di inciampare tentando di passarmi avanti. Era genuinamente offesa, trovava inconcepibile che le si frapponessero anche involontariamente ostacoli nella sua lodevole intenzione di passare sopra i diritti altrui. Trovo anche degni di menzione i fumatori che circolano in strade affollate con la sigaretta in mano ad altezza ustione o bucatura di abiti del prossimo. Alcuni forse pensano di meritare un ringraziamento perché si adoperano così alacremente nel procurare stimmate. Infatti se si fa notare che ci hanno bucato una mano iniziano delle ispirate filippiche circa il fatto che ormai non si può più fumare da nessuna parte, e che i fumatori sono dei perseguitati e dei martiri. Alla fine, una perla nella classifica delle maleducazioni con cui ho avuto a che fare: una signora che uscendo sparata con la biemmewona da una piazza usata sportivamente come parcheggio, io ero sul marciapiede, mi aveva preso con il cofano. Danni niente, spavento molto. Una rotolata sulla preziosa lamiera nera, e ricaduta in piedi dalla parte del finestrino guidatore. Io, troppo spaventato per arrabbiarmi le avevo detto solo “Ma signora!”. Lei era stata più decisa e propositiva: “Potevi pure stare più attento!”

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Un modo per dire benvenuto

12 Dicembre 2007 16 commenti
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I folli mestieri del futuro (terza puntata)

12 Dicembre 2007 18 commenti

Eccoli qua. Cose da pazzi, sappiatelo.

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