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Per andare alla spiaggia: una piccola prova

 

 

 

Molti dei commenti che chiedono più parcheggi sembrano dare per scontato che usare l’auto sia l’unico modo possibile per andare al mare al Poetto. (Non parlo di chi usa l’auto soltanto perché porta bambini alla spiaggia)

Bene, lo dico a tutti quelli, fra i diciotto e i cinquanta, che di solito vanno al Poetto solo con l’auto. Vi chiedo di fare una prova.
Molto probabilmente avete una bici, o trovate facilmente uno che ve la presta. Gonfiate le gomme, lubrificatela se serve e fate una prova, andate con quella.
Vi servirà uno zainetto per l’asciugamano. Per le ragazze e le signore un paio di calzoncini invece del vestitino estivo, ma si può fare, via.
È tutta pianura, si fa meno fatica che a camminare. Fa meno caldo che in auto, in moto ed in motorino.
Non cercate di fare le corse, non c’è bisogno: è una passeggiata. Siate prudentissimi quando arrivate alla rotonda, mi raccomando (le rotonde sono pericolose in bici).
Quando arrivate lasciate la bici, ben legata, e non portatela sulla spiaggia: la sabbia la rovina.
Cronometrate quanto tempo ci mettete da casa a quando siete in spiaggia.

Da Piazza Repubblica fino alla prima fermata sono 4,7 chilometri, io oggi a percorrerli con la bici ci ho messo 12 minuti. Ho usato una bici che non ha neppure le marce.
Non sono un atleta, non sono giovane e ho dieci chili di troppo, era mezzogiorno con un sole che spaccava le pietre e quando sono arrivato non ero neppure sudato.

Quindi quasi di sicuro ci metterete al massimo dieci minuti di più rispetto all’andare con l’auto. Li ricupererete con gli interessi risparmiando il tempo necessario per parcheggiare (anche se ci fosse il multipiano).
Se provate di sabato o domenica probabilmente ci mettete molto di meno che in auto, visto che le macchine saranno ferme in fila a rosolare e voi le potrete superare tranquillamente. In più avrete risparmiato almeno un euro di benzina ed uno di parcheggio, vi sarete mirabilmente rassodati gambe, glutei e polpacci, avrete fatto il migliore esercizio aerobico che esista e vi sarete goduti il sole e l’estate per venti minuti in più.
Mi sembrano tutti vantaggi notevoli. Poi, vedete voi.

 

 

 

Le foto le ho scattate io oggi. Tutto il percorso l’ho fatto in bici. alle mie spalle c’è una strada a scorrimento veloce, non l’ho inquadrata, spero che non ne sentiate la mancanza nell’inquadratura

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  1. giorgia
    4 Maggio 2008 a 8:56 | #1

    Buongirno Lapis & Co. (e per Co intendo quelli educati, i pazzi che urlano non li saluto)

    Io mi sento di casa in questo blog qui anche se a Cagliari non ci sono mai stata: mi spiegate la storia della spiaggia bianca che è diventata scura?

    Hasta la victoria

    g

  2. 4 Maggio 2008 a 17:33 | #2

    Provo a dirtelo io, Giorgia,

    anche se non sono il titolare di questo blog.La spiaggia di Cagliari era rinomata, un tempo, per la bianchezza e la finezza della sabbia. Sabbia così non se ne trovava in tutta la Sardegna. Roba dell’altro mondo.Una parte (piccola, che io ricordi) della spiaggia però stava finendo in bocca al mare (che si riprendeva quella prelevata, negli anni ’50 e ’60, per il cemento della ricostruzione della città; in più c’erano e ci sono fenomeni di erosione, il vento che la disperdeva e altro) e a detta degli esperti il rischio era che tutta la spiaggia sparisse (esagerati) o che venisse coperta da sassi e massi (mah!).Allora l’ente Provincia ha deciso di correre ai ripari: ha dato l’ok per il prelievo massiccio di sabbia dal mare di fronte al Poetto (a neppure duecento metri) e l’ha fatta sparare sulla spiaggia. La sabbia prelevata sarebbe dovuta essere della stessa finezza e delo stesso colore di quella esistente, ma qualcosa è andato storto. Lo si era capito sin dai primissimi giorni di lavori (sabbia quasi nera, grossa, pietre…) e molti cittadini e associazioni avevano chiesto la sospensione del cosiddetto ripascimento. Niente. Risultato: i primi anni, sabbia grigio scura che bruciava i piedi, mare a effetto orzata e pericolosamente più profondo in riva (il Poetto era famoso anche per la trasparenza e i colori del suo mare, nonchè per il livello dell’acqua che rimaneva basso per decine di metri e degradava dolcemente); oggi la sabbia è sempre grigia e soprattutto sempre grossa, le condizione dell’acqua sono migliorate ma nei giorni di scirocco (cioè la maggior parte dell’anno) è “opaca”, poco trasparente (dovrebbe essere l’effetto della sospensione in acqua di tante minuscole particelle di sostanze sollevate con il ripascimento) e ancora troppo profonda rispetto a prima.Spero di averti chiarito le idee, Giorgia.

    Ciao

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