Il parcheggio del Poetto e Marina Piccola: informazioni

Immagine ricavata da GoogleEarth (earth.google.it) ed elaborata sulla base del rendering del Comune di Cagliari. Se non fosse possibile pubblicarla la rimuoverò immediatamente.
Avevo promesso che avrei dato tutte le informazioni disponibili sul parcheggio previsto a Marina Piccola, alle spalle del Poetto.
Diversi commentatori mi facevano notare, più che giustamente, che i dati che fornivo erano pochi.
Purtroppo le uniche informazioni sono queste, pubblicate su un giornale: "il Sardegna" (l’edizione di Cagliari di Epolis) ed un rendering, di una immagine satellitare (quindi praticamente, il disegno in fotoritocco della vista dall’alto. È una immagine fornita dal comune in possesso dell’edizione di Cagliari di Epolis: "Il Sardegna".
Nel numero del 18 aprile, quando è stata data la prima notizia, Ennnio Neri ha scritto:
"Il progetto si chiama Parcheggio-Giardino. Avrà 1530 posti auto e 300 posti moto. Due maxi aree divise da una strada e collegate da una sopraelevata. Sarà distribuito su due livelli, ma i tecnici assicurano che le auto resteranno nascoste.«Le auto del primo piano saranno nascoste dalle siepi» spiega il dirigente Mario Mossa, mentre a nascondere quelle del secondo piano ci penseranno le fronde (qui è probabilmente scomparsa dal file qualche parola) delle auto. Purtroppo se vogliamo pedonalizzare il Poetto non c’è niente da fare, servono i parcheggi»"
Nel numero del 5 maggio sempre Enno Neri riporta le stesse informazioni più in sintesi così:
"1530 posti auto e 300 posti moto in due maxi aree divise da una strada e collegate da una sopraelevata"
Negli articoli non comparivano immagini del progetto.
I numeri erano importanti: 1530 posti auto e 300 posti moto su due piani.
Prima di prendere qualsiasi iniziativa sono andato alla redazione di Epolis a chiedere altre informazioni. Ho potuto vedere una immagine in fotoritocco, fornita dal Comune di Cagliari: questa.

Dall’immagine si può vedere esattamente dove si troverebbe il parcheggio a due piani,, indicato dalle lettere "D": nell’area a destra della rotonda di accesso alla prima fermata e Marina Piccola, e più esattamente su quasi tutto il parcheggio asfaltato esistente, ed in più su tutto lo spiazzo sterrato con gli ulivi, usato anch’esso come parcheggio. In più, ancora, su un’area con parecchi alberi, grande all’incirca come la somma di queste due verso il colle della sella del diavolo, potremmo dire, a monte (raddoppiando quindi l’area di parcheggio attuale, e raddoppianola ancora facendo il parcheggio su due piani.
Lo specchio d’acqua che si vede nella parte destra in basso nell’immagine fornita dal comune è l’estremità delle Saline, una zona umida di importanza internazionale, Parte del Parco del Molentargius, protetta dalla Convenzione Internazionale di Ramsar, popolata di fenicotteri, sterne, avocette, cavalieri d’Italia, garzette, aironi, cormorani e vi risparmio da quante altre specie. Questa primavera a Molentargius, lo stagno più interno, c’erano anche alcuni pellicani.
Per capire meglio ho confrontato l’immagine con la mappa satellitare di Google Earth (earth.google.it) e con quella di paginebianche.it
Questo è un particolare del rendering:

Immagine ricavata da GoogleEarth (earth.google.it) ed elaborata sulla base del rendering del Comune di Cagliari. Se non fosse possibile pubblicarla la rimuoverò immediatamente.
Questa è la situazione attuale, con disegnati gli ingombri che risultano dal rendering. Come vedete la parte a monte del parcheggio sarebbe su una zona che adesso è alberata. Ma la cosa che più impressiona sono le dimensioni. Sono misurate con gli strumenti di GoogleEarth: non penso siano precisissimi, ma l’ordine di grandezza è quello.
Risultano circa 400 metri di lunghezza per 100 di larghezza.
La distanza minima del parcheggio dalla spiaggia dipende da dove si considera inizi la spiaggia.
Infatti tutta l’area triangolare fra marina Piccola e le saline, se guardate la foto satellitare è spiaggia.
Ma considerando convenzionalmente che la spiaggia inizi alla prima recinzione, la distanza fra parcheggio e spiaggia è fra i 60 e i 70 metri. La distanza dall’acqua è di circa 100 metri.
L’altezza della struttura non si può sapere, ma si vede bene la strada che dalla rotonda (a livello del suolo) passa sotto i passaggi che uniscono i due corpi della struttura.
Se, e sottolineo se, davvero questa fosse la soluzione, per poter far passare i rimorchi che portano le barche a vela cabinate, con l’alberatura smontata ma con il bulbo e la chiglia inamovibili, allora la struttura dovrebbe essere piuttosto alta.
Naturalmente è possibile che si sia previsto che le barche arrivino esclusivamente dal mare e non possano arrivare su un rimorchio, e che ogni attrezzatura portuale (gru e cose simili) in futuro possa arrivare solo via mare o completamente smontata. Questo però renderebbe quasi impossibile organizzare qui grandi eventi sportivi, per i quali di solito arrivano grandi TIR con i materiali delle squadre e dell’organizzazione.
Perciò magari, ed è l’ipotesi più semplice, il collegamento fra i due corpi del parcheggio potrebbe restare solo sulla carta, lasciando tutto lo spazio necessario all’arrivo di barche, gru e TIR.
Dimensioni del genere sembravano esagerate.
Ho quindi chiesto un parere ad un professionista, che progetta fra le altre cose parcheggi, anche in siti simili e con simili problemi.
Con gentilezza estrema, ed una disponibilità assoluta mi ha calcolato questi dati (riassunti da me):
si può fare l’ipotesi di un edificio di ca. 165 mt x 100 mt ed un’altezza (tutta fuori terra) di 5,20 mt.
Tralasciando di conteggiare i posti moto che potrebbero occupare gli spazi morti o di risulta.
Quindi il comune ha fornito informazioni che non sembrano corrispondere all’mmagine e viceversa. Ci sarà certamente una spiegazione.
Quale che sia l’informazione corretta, la misura fornita dal calcolo è comunque notevole, e l’impatto delle auto necessarie a riempire il parcheggio che entrano ed escono dalla rotonda, che è l’unico accesso alla spiaggia da quella parte e uno dei soli 3 accessi alla zona (due alle estremità e uno al centro) è qualcosa che fa paura, pensando ad un pedone che cerchi di attraversare, ad un ciclista che cerchi di percorrerla, o anche solo ad un automobilista mediamente imbranato.
C’è da notare che esiste un parcheggio che potrebbe essere utilizzato come parcheggio di scambio, dove lasciare l’auto per arrivare alla spiaggia con un servizio navetta. E’ il grande parcheggio dello stadio Sant’Elia, a circa 2 km dalla spiaggia. E’ un servizio che il comune di Cagliari ha meritoriamente tentato, anni fa ma senza successo: noi cagliaritani non ne abbiamo usufruito, abbiamo praticamente tutti continuato a cercare parcheggio più vicino possibile alla spiaggia.
Ecco un’immagine che mostra la distanza del parcheggio dello stadio:

Immagine ricavata da GoogleEarth (earth.google.it) ed elaborata sulla base del rendering del Comune di Cagliari. Se non fosse possibile pubblicarla la rimuoverò immediatamente.
In più bisogna ricordare che il Poetto non è affatto lontano dal centro, sono circa 5 km ma praticamente in rettilineo e tutti in piano. L’unica salita è quella di un ponte che scavalca un canale, ma perfettamente percorribile in bici.
Il tempo di percorrenza in bici, dal centro alla spiaggia, è ragionevolmente da 12 a 15 minuti.
L’unico vero impedimento all’usare la bici è il traffico, che rende come minimo sgradevole, e come massimo pericoloso il percorso per chi va su due ruote.
Ecco una immagine che mostra la distanza:

Immagine ricavata da GoogleEarth (earth.google.it) ed elaborata sulla base del rendering del Comune di Cagliari. Se non fosse possibile pubblicarla la rimuoverò immediatamente.
Questa invece è una panoramica, dal fortino di Sant’Ignazio sul colle di Sant’Elia, per vedere la situazione dalla prospettiva opposta
Il format del blog rimpicciolisce molto le foto orizzontali e poco quelle verticali. Quindi inserisco questa foto anche ruotata. Potete registrarla su disco, e poi ruotarla con programma di visualizzazione foto.
Per capire meglio il contesto, su cui è prevista la costruzione della struttura ecco qualche foto scattata pochi giorni fa di sabato.
La prima è, dal punto dove più o meno dovrebbe esserci l’ingresso del multipiano, quel che si vede guardando verso la spiaggia.
Dietro la fila di palme a destra c’è la spiaggia (si chiama la prima fermata)

Questa è invece dallo stesso punto, girandosi di 180 gradi, la zona sterrata dove dovrebbe sorgere la metà destra del multipiano. La struttura, secondo il rendering del comune dovrebbe occupare anche la parte verde oltre l’ultima fila di auto, e oltre la fila di alberi.
Questa è invece scattata guardando verso il mare, dallo stesso punto: in fondo a questo parcheggio c’è Marina Piccola. anche quasi tutta questa area dovrebbe diventare parcheggio a due piani: è la metà sinistra della struttura segnata con la D nel rendering del comune. Meno di un quarto della superficie che si prevede sia coperta dalla struttura
Questo infine è il punto di marina piccola a cui si arriva, andando dritti verso il mare dal parcheggio (90 metri)
Eccolo anche un una panoramica (da scaricare e ruotare) in cui si vede l’arco della spiaggia (a partire da sinistra) e la passeggiata ed il porticciolo di Marina Piccola (a destra) Foto scattate questo maggio, un sabato alle 12,30
Ecco, spero di aver fornito tutte le informazioni per poter valutare il senso della petizione.
Lapis



Sarebbe interessante capire perché l’italiano medio sente la necessità di parcheggiare la propria auto il più vicino possibile a dove si trova.Nel vostro caso il collegamento navetta dallo stadio era a pagamento?Credo sarebbe necessaria un’opera educativa “forzosa”. Tipo: “Se vuoi venire qui lo puoi fare ma l’auto deve rimanere al parcheggio dello stadio altrimenti multa! Hei! Nessuno ti costringe a venire qui, se lo vuoi fare, le regole sono queste.”___Ero andato da un’amica qualche giorno fa (in bici). Guardando dal balcone notavamo una decina di auto parcheggiate per metà sulla strada (strettina) e per metà sul marciapiede. Uno spettacolo desolante. E vediamo arrivare l’auto di una sua amica che si dirige verso il parcheggio. Si perché un parcheggio c’è ma è a 100 metri di distanza e nessuno lo usa.Ebbene questa amica è tedesca e per lei normale che si parcheggi al parcheggio. Per lei sarebbe inconcepibile parcheggiare sul marciapiede.Credo sia un fatto di formazione mentale, come per un inglese rispettare una coda o per un americano pagare le tasse.
grande Lapis,
bel lavoro!
ciao Os3ga,
il motivo per cui l’italiano medio cerca di parcheggiare l’auto più vicino possibile credo sia questo: non ha il brevetto per l’elicottero, e soprattutto non ne possiede uno. Altrimenti (anche senza breetto, tanto chi lo controlla) cercherebbe di parcheggiare l’elicottero esattamente sopra il posto dove vuole andare.
Lapis
Non ho più parole… amo la mia città, detesto questa amministrazione. Dunque l’unità di misura non sono la città, il suo territorio, il patrimonio di cui dispone, né il cittadino, ma l’automobile. Bello, edificante! Se davvero non rinsaviscono e realizzano il mostro, prevedo per tutta l’estate un fiume di auto roventi a passo d’uomo, o perlopiù ferme, da ponte Vittorio fino alla rotonda di Marina Piccola, imbuto nel quale dovranno entrare ed uscire a rotazione 1500 macchine. Ma d’altronde da un’amministrazione che per bocca di due suoi esponenti disse, a proposito del Parco di Molentargius: “Non saranno quattro fenicotteri a portare benefici economici, un giorno ci pentiremo di aver vincolato un parco la cui nascita sarà un carrozzone politico e niente di più” …e quest’altra perla: “Non ci piace un parco in cui i fenicotteri contano più degli esseri umani” Ebbene, cosa ci si può aspettare da gente del genere? Un parcheggio, appunto, anziché un parco. Vergognatevi, Cagliari e i cagliaritani meritano di meglio.