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Archivio Settembre 2008

Spiritosaggine smirata

30 Settembre 2008 2 commenti

Le spiritosaggini cambiano parecchio a seconda del mezzo che si usa. La stessa battuta detta al bar fra amici può essere divertente e appena sopra le righe. Scritta sul giornale invece può essere di una volgarità devastante.
In genere le cose scritte sembrano più pesanti ed offensive di quelle dette, non so perché.
Suppongo sia perché ci siamo abituati a pensare che una cosa scritta sia stata più meditata. O perchè resta ferma lì a ripetercelo, tutte le volte che ci ripassiamo con gli occhi.

Però ci sono notevoli eccezioni.
Ne ho avuto una notevole prova ieri.

Su Repubblica il lunedì c’è una colonna di Antonio Dipollina che nota le cose buffe della domenica calcistica televisiva.
Ieri ha scritto “bella l’immaginedei giocatori che entrano in campo accompagnati dai bambini. ma perché al derby l’unico bambino con gli occhiali era vestito da arbitro?”
Scritta così è buffa.

Però la sera a Striscia la notizia hanno usato più o meno la stessa battuta, con una piccola eccezione.
Hanno mandato le immagini.
Un conto è dire “un bambino”. È una cosa generica, prende in giro gli arbitri, che sono abituati a sentirsi dire ben altro.
Un conto è mostrarlo, il bambino. Proprio lui, tutto contento, emozionato in mezzo allo stadio. E dire la stessa battuta.
Di colpo non si prende più in giro la benemerita categoria degli arbitri,
No, l’effetto diventa quello di ridere di un bambino, in prima serata davanti a tutta Italia.
Gli occhiali non sono più descritti, sono proprio i suoi. L’ipermetropia da correggere è proprio la sua. Essere lì, con la divisa del direttore di gara non è più un premio, ma un modo di esser messo alla berlina per un difetto di vista.
Spero che il ragazzino abbia riso lo stesso.

E spero che a Striscia si siano accorti di come sarebbe stato meglio dirla senza immagini, e non facciano più una cosa così.

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I bar al chiuso all’aperto

28 Settembre 2008 9 commenti
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a lume di naso

26 Settembre 2008 7 commenti
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Bici autodipendente

25 Settembre 2008 9 commenti

C’è in onda una pubblicità che non sopporto. È di una macchina, e si apre con un tipo in bici, che fa acrobazie sulle scalinate di un edificio in una città praticamente deserta.
Saltella, sgomma, scende le scale e poi va con la bici all’auto, tira fuori il portabici, la carica lì e se ne va.

Ma io dico, se hai tutta la città a disposizione, ed è pure vuota e senza traffico, te ne vai fino alle scalinate in macchina per poi fare l’esibizionista per far vedere come sei bravo?
Quindi la bici serve a fare gli equilibrismi, ma in realtà la cosa giusta da fare è girare con l’auto?
Cosa ci sarà mai, una zona dove è obbligatorio girare a motore proprio intorno all’edificio con scalinata?
Oppure al tipo gli verranno i crampi e l’ipoglicemia a fare qualche chilometro per arrivare fino alla scalinata?
O il quartiere con la scalinata è in cima a una montagna e il resto della città è tremila metri più giù?
Posso arrivare a capire che uno si carichi la bici sull’auto se deve portarlo in qualche posto sperduto da cui partire per fare un giro che altrimenti sarebbe troppo lungo.
Se deve portarla alla partenza di una gara, cose così.
Ma in città? E se deve andare più lontano che gli servirà, l’elicottero?

Insomma sarò un po’ talebano, ma mi fa imbufalire tutte le volte che la passano.
È come dire che la bici è un giocattolo e l’auto la cosa sensata. E che per usare la bici per prima cosa serve un’automobile per portarla.

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cognomo

23 Settembre 2008 9 commenti

la Cassazione ha ri-dichiarato che deve essere possibile portare il cognome della madre allo stesso modo di quello del padre.
Il meccanismo da adottare non lo deve stabilire la Cassazione: è una legge, la devono fare le Camere.

Il sistema italiano di attribuire i cognomi in effetti è sessista. Di buono ha la semplicità. Si mette quello del babbo e la si chiude lì.
In Portogallo, al contrario si prendono i cognomi di entrambi i genitori, che a loro volta hanno preso quelli dei loro genitori e così via.
Se ho capito bene ci si ferma ai cognomi dei bisnonni, eliminandoli man mano.
È un ottimo sistema perché si sviluppa la memoria e si rendono le omonimie praticamente impossibili. In più si impara a scrivere molto prima, perché se in prima elementare ti danno da scrivere dieci volte un nome che è lungo come la Divina Commedia, quando finisci praticamente hai già imparato anche la calligrafia.

Chiaro che da noi, se ti chiami "Ugo Lai" hai voglia di scriverlo, ti devono dare un sacco di altri esercizi.
Lo svantaggio è che se i maestri devono chiamare i bambini per cognome per riuscire a fare l’appello devono ricorrere al doping.

Comunque in Italia spero che in parlamento si inventino delle norme meno sessiste ma che non lascino spazio ai litigi. Tipo giocarlo alla roulette, o a pari e dispari, o a testa o croce.
Lasciare semplicemente che il cognome lo scelgano i genitori credo che possa suscitare litigi di quelli che degenerano in faide.
Bisognerà unire fantasia e diplomazia: tipo dare al pargolo il nome di un nonno e il cognome dell’altro.

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Cangrande della scala e la TV digitale

21 Settembre 2008 3 commenti

Ieri ho scritto dell’infastidimento da appioppamento di digitale terrestre (in realtà da obsolescenza imposta della tecnologia, ma vabbè).

Subito dopo, coincidenza cosmica, sento il buon Angela Junior raccontare dell’autopsia un po’ tardiva a Cangrande della Scala. Morto nel 1329, gli hanno fatto la Tac nel 2004 (taluni affermano siano i normali tempi di attesa per gli esami clinici).

A suo tempo il condottiero veronese si riteneva morto per congestione, per aver bevuto acqua fredda in una giornata calda (l’acqua fa male, lo dicono sempre i miei amici devoti a Bacco).

Secondo l’autopsia sarebbe invece stato avvelenato, con un potente veleno vegetale.
Cioè gli avrebbero somministrato una forte dose di digitale.
(digitalis purpurea, pianta medicinale per il cuore in dosi adeguate, mortale in dosi maggiori).

Quindi, manco a farlo apposta, si parla di digitale e ne spuntano gli effetti fin dal medioevo.
I sintomi sarebbero stati quelli della congestione: dolori addominali, effetti tipo quelli della gastroenterite, insomma mi avete capito.
Cangrande sarebbe morto di digitale, a Treviso (TV).

Curioso, sapendo che devo smontare metà dell’elettronica di casa, anche a me la TV digitale fa venire il mal di pancia.

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digitale e tale e quale

20 Settembre 2008 13 commenti
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Problemi di minzione canina

17 Settembre 2008 20 commenti

I cani usano la pipì come mezzo di comunicazione. Due gocce negli angoli per dire “Sono passato di qua” o magari per dire “Qui è zona mia”.
Un ottimo sistema in campagna. In città porta qualche problemino. Già non è ben visto che lo facciano negli spigoli dei muri, ma il peggio è che hanno una certa attrazione per le ruote delle auto.
Mi sa che succede perché le auto si spostano, e portano la loro firma ovunque, quindi fa un po’ l’effetto di un messaggio in una bottiglia.
Difficile che se si scrive una risposta e la si ributta in mare torni a chi l’ha spedito, però uno magari non ci pensa e lo fa lo stesso.
I cani perlomeno lo fanno spesso.
Oppure è più semplice: ci sono più ruote che alberi, e perfino più ruote che lampioni. A quel punto la minzione diventa una questione statistica.
Il guaio è che i proprietari delle auto non apprezzano. E che i cani sono velocissimi a colpire.
Insomma io ogni tanto mi prendo una sfuriata stradale, per quanto mi faccia in quattro per far attenzione a non far pisciare le quattroruote dal mio quattrozampe, a volte me ne dicono quattro.
Io rispondo che se me lo dicono subito gliela pulisco, la ruota. Che ci vuole, mi porto il secchio e risolvo.
A volte funziona, a volte no. Mi sa che non mi credono.
Spero di non avervi disgustato. Capisco che sia un argomento minimo. Ma ho pensato che al d là della dimensione fosse un caso di minzione degno di menzione.

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King Kong: storia apocrifa

16 Settembre 2008 10 commenti
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un dubbio geopolitico

12 Settembre 2008 3 commenti

La candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti, Sarah Palin ha detto che sarebbe giusto che gli stati uniti difendessero con le armi la Georgia dalla Russia, in caso di aggressione.

Contando che la foto più conosciuta della signora Palin è quella in cui guarda il mondo attraverso il mirino telescopico di un fucile militare la dichiarazione non sorprende.

Spero solo che pensasse allo stato che ha per capitale Atlanta, e non Tblisi

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