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Archivio Novembre 2008

Una idea molto sveglia, anzi, luminosa

30 Novembre 2008 9 commenti
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Finalmente posso partire per Paperopoli!

29 Novembre 2008 5 commenti

Due appassionati professionisti tedeschi hanno disegnato la mappa aggiornata della città dei paperi: Paperopoli, capitale del Calisota.

Hanno ricavato ogni possibile informazione da migliaia di storie a fumetti a partire da qualle del grande Carl Barks, l’uomo che ha scoperto l’esistenza di Paperon de Paperoni (certe cose non si inventano, si scoprono) e che ha passo passo costruito il mondo parallelo in cui si svolgono le loro storie.
Certo ci saranno state informazioni contraddittorie, cambiamenti da un decennio all’altro, ma ci sono pur sempre punti fissi. Il deposito del papero più ricco del mondo sarà pur sempre in cima alla Collina ammazzamotori (prima si chiamava ammazzamuli) e la casa di Paperino sarà pur sempre in qualche posto da cui si vede il deposito (ma c’è qualche posto della città da cui non si veda il deposito?).

La mappa è in tedesco, mannaggia.
si trova qui:
http://www.donald.org

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Il mantra delle tre esse

28 Novembre 2008 6 commenti

Un mio amico ieri ha avuto una pessima mattina: andando al lavoro ha avuto un incidente con i fiocchi. Non si è fatto nulla, ma ha distrutto lo scooter. Da buttare, semplicemente.
Pioveva, un’auto davanti a lui ha fatto inversione. Presa in pieno.
Sarà stato il casco, il giubbotto tecnico, la fortuna, l’angelo custode. Sta di fatto che non ha un graffio.
Certo, questa dello scooter da buttare non gli ci voleva, ma insomma.
Io quando mi sono capitate cose così, dove i danni sono esclusivamente materiali, ho scoperto il mantra delle tre esse.

Sono Solo Soldi.
Bisogna ripeterselo con una certa convinzione, lo ammetto.

Ma Sono Solo Soldi. Nessuno si è fatto male, nessuno soffrirà per questo. Lo scooter era un oggetto. Riparabile o sostituibile. O magari di cui si può fare a meno.

Certo, sul momento il mio amico era di umore pestifero.

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Un’altra storia di vento

25 Novembre 2008 17 commenti

Lunedì mattina in centro, davanti al Palazzo della Regione, c’è qualcosa di strano. Ci dovrebbero essere le bandiere, quella azzura stellata dell’Europa, il tricolore italiano e quella della regione. Invece non ci sono. Anzi, c’è qualcosa di strano pure nei pennoni nella grande aiuola davanti alla facciata. Dovrebbero essere quattro, e sono tre. Dovrebbero essere diritti, e sono storti come le antenne telescopiche delle vecchie radio a transistor, quelle erano a posto solo il giorno che le compravi, e poi avevano sempre un gomito da qualche parte.

Per terra, nell’aiuola, c’è il pennone che manca. Troncato netto alla base. Un’asta a tubo di quindici centimetri di diametro, e poco meno di uno di spessore.

Chissà come si è divertito il signor Maestrale sabato scorso, con quelle bandiere giganti messe lì a sventolare. Ci avrà giocherellato un po’, decidendo se farle schioccare via direttamente, stracciarle in tante piccole striscioline, o usarle come appoggio. Così, per vedere se riusciva a strappare via direttamente il palazzo.

Poi si vede che ha deciso di limitarsi a storcere i pennoni come noi storciamo le graffette quando siamo annoiati al telefono.
En passant, deve essersi divertito anche con i cavi del filobus. Visto che non ci sono più neppure quelli.

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Quando il vento è capace di tutto

22 Novembre 2008 4 commenti
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Differenze fra conoscenti neogenitori

21 Novembre 2008 5 commenti
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Siparietto sanguigno

20 Novembre 2008 10 commenti
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Sipadieddo daffreddado

19 Novembre 2008 2 commenti

Tutto vero.
Un tipo evidentemente affiliato in via temporanea alla tribù dei nasi colanti entra, piuttosto agitato, in un minimarket.
Chiede con voce raffreddatissima
"Avede fazzoletti di carta?"
La cassiera lo indirizza con un gesto.
Lui prende un pacco gigante di fazzolettini e lo poggia alla cassa.
La cassiera accenna a metterli in una busta di plastica.
Lui la ferma dicendo  "do, do, dod c’è proprio bisogdio"
La cassiera prima di battere l’importo meccanicamente chiede
"A posto così?"
il raffreddato sospira:
"speriabo…"

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Star Gregoraci episodio II: l’attacco dei cloni

16 Novembre 2008 22 commenti

O anche “L’invasione degli ultracorpi” riveduta e corretta. In quel film le persone venivano sostituite da alieni che ne prendevano le sembianze. Il tutto contro la loro volontà. Invece, dopo una andata al cinema in un multi multi multisala, posso affermare che è in atto un differente fenomeno di modificazione fisica al limite della fotocopia, pur con la variabilità di dimensioni e proporzione dati dal materiale umano.
Ovvero nel multi multi multisala novanta ragazze su cento, dai quattordici ai trenta, si erano laboriosamente trasformate in cloni di Elisabetta Gregoraci.

Cioè avevano identica pettinatura, con chioma piastrata a morte, sfilata e palesemente tinta in nero corvo, (cosa abbastanza superflua, dato che è improbabilissimo che in molte avessero di base i capelli biondo platino). E poi identico trucco, abbigliamento simile (in nero totale truzzo-vampeggiante). Ancora, espressione imbronciata di serie, passo annoiato-ancheggiante. Molte, pur al chiuso, e in luce artificiale sfoggiavano occhialoni scuri grandi mezza faccia.
(brancolavano).

Ora, visto che trasformare capelli, trucco e abbigliamento è abbastanza semplice, mentre modificare l’altezza e le proporzioni è probabilmente più impegnativo, l’effetto finale era vedere decine e decine di Gregoraci di tutte le possibili misure e tutte le larghezze. Ce n’erano di altissime e di medie. Di piccole e minute (un riassunto di Gregoraci) e c’erano quelle monoblocco, un metro e sessanta per un metro e sessanta, meno scattanti ma non meno agguerrite.

Le poche non-gregoracizzate spiccavano in modo evidente: una criniera castana o anche solo con capelli mossi era immediatamente individuabile.

I fidanzati, accompagnatori delle simil Gregoraci non sembrano minimente turbati da questa somiglianza diffusa. Suppongo fossero in grado di individuare la loro personale Gregoraci per qualche misrterioso segno di riconoscimento o con una parola d’ordine. O che viceversa non facesse per loro alcuna differenza, e quindi si accompagnassero ad una qualsiasi, più o meno della taglia più adatta.

Comunque, in definitiva possiamo affermare che l’invasione dei cloni gregoraci è un fenomeno innocuo, che al massimo potrebbe causare qualche lieve vertigine e senso di spaesamento spazio-temporale.
Poteva andar peggio.
Poteva accadere che tutti i maschietti presenti si mascherassero da Briatore.

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Una vita da postazione aggiuntiva

15 Novembre 2008 3 commenti
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