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Le mamme e la teoria della relatività

20 Marzo 2013

Che il tempo è relativo Einstein l’aveva detto:
un’ora dura un attimo, quando poltrisci a letto,
i giorni di vacanza corrono come in pista,
ma un secondo è infinito, quando sei dal dentista.

Per allungare il tempo devi andare veloce
ma molto più di un lampo, quasi come la luce.
E questo spiega il fatto, miei signori e signore,
che i giorni delle mamme durino trenta ore,
e il fatto che riescano, con un sorriso vero,
in quel che non riesce a un reggimento intero.
A correggerti i compiti, dribblando la maestra,
a far la pastasciutta e portarti in palestra,
ad imparare i Pokémon (tutte le evoluzioni),
e scoprire al lavoro problemi e soluzioni.

Senza bacchetta magica, senza superpoteri
comandano alle nuvole e vedono oltre i muri
sanno dov’è finita quella scarpa che hai perso
e il giorno che sei in squadra tengono il cielo terso.

Hanno sotto controllo cinquanta cose insieme,
da quelle più importanti a quelle proprio sceme:
il tempo si dilata, lo spazio si riduce,
dove passa una mamma, lì si accende la luce.

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